Pubblicato da: magazinearche | dicembre 21, 2008

BABBO NATALE ESISTE?

babbo4“Certamente, Babbo Natale esiste!”,

Questa è la risposta che ogni bambino desidera sentire perché sapere di essere stato pensato, raggiunto e gratificato attraverso un dono da Babbo Natale costituisce una conferma al suo bisogno di avere un mondo fantastico che lo fa crescere più sereno, più equilibrato e felice.

Oggi come ieri, e forse anche più, dato che si vive sempre più isolati in stili di vita e luoghi dove anche il variare delle stagioni viene omogeneizzato e le feste rischiano di passare come meri eventi mediatici, Babbo Natale è importante nell’infanzia di ogni bambino.

Per gli stessi motivi, i grandi siano essi genitore, nonno, zio, vicino di casa, ecc… faranno bene a non trascurare il proprio compito di lasciare presso l’abitazione del “proprio bambino” un segnale chiaro affinché Babbo Natale possa recapitarvi un dono.

Lasciare entrare nella propria casa Babbo Natale è segno di una straordinaria capacità creativa dei bambini e insieme di una grande intelligenza e sensibilità dei grandi.

Chi non ricorda la propria esperienza di Babbo Natale? Anche se la mente non ricorderà con precisione i particolari, resta il ricordo delle sensazioni che si provavano e che sono irripetibili e per questo irrinunciabili.

Mi riferisco allo stupore sul viso del bambino che speranzoso, invitato ad avvicinarsi all’albero o al presepe allestito presso l’abitazione della propria famiglia vede che c’è un pacco regalo; e ancora, alla curiosità per quel Babbo Natale che è passato in punta di piedi lasciando un dono, un gesto di benevolenza e gratificazione che – egli imparerà – è sempre alla portata di ognuno nonostante le avversità.

Raccontare di Babbo Natale, è per fortuna un abitudine non ancora abbandonata, ma purtroppo, spesso è precocemente rovinata dall’ansia dell’adulto di vedere cresciuto il proprio piccolo.

Stereotipi comuni vogliono che i bambini che restano in contatto con Babbo Natale, sono bambini ancora ingenui. Tale convinzione è scorretta e superficiale. La fiducia sull’esistenza di Babbo Natale è una manifestazione della capacità creatività, che va salvaguardata con rispetto da parte dei grandi, poiché costituisce un patrimonio affettivo – spirituale per la vita.

Quando un bambino incontra persone che svalutano tale dimensione, perché lo disilludono della sua esistenza, o anticipano una verità a cui ogni bambino ha il diritto di approdare invece, secondo tempi e modi consoni ai suoi processi evolutivi, si imbatte in un mondo adulto che intacca il senso profondo dell’immaginario che è un ingrediente fondamentale nel sano processo di crescita cognitiva, emotiva, relazionale ed affettiva di ogni individuo.

Sappiamo con certezza che la fantasia fa bene ai piccoli come ai grandi perché è fondamentale per la crescita, in ogni fase della vita, per cui anche solo limitarla, piuttosto che “nutrirla” può mettere a rischio generazioni di adulti nell’affrontare la vita e le possibili difficoltà che ne ostacolano il cammino.

Un’infanzia senza fantasia, trasforma i piccoli di oggi in adulti tristi, fragili, pieni di ansie e di paure, perché, è proprio attraverso la capacità immaginativa che i bambini, possono evadere dalla realtà, possono permettersi di trovare proprie soluzioni ai problemi interiori, avere speranza e crescere quindi sereni, sicuri e forti.

L’esperienza fantastica di Babbo Natale come quella “persona cara e buona che arriva dalla Finlandia per portare doni ai bambini buoni”, tutt’al più se sostenuta dagli adulti vicini che si entusiasmano insieme al bambino, rappresenta un esperienza significativa per la crescita perché va a ricoprire due funzioni, una di ordine cognitivo relativa alla costruzione e consolidamento del Sé e una di ordine affettivo che consiste nel sentire la“Benevolenza del Padre”!

Poiché i bambini sviluppano precocemente l’autostima, ossia una propria concezione di Sé, basata sui giudizi che gli altri danno loro, e su quelli che loro stessi emettono verso il loro operato, avere la consapevolezza di godere della stima di una persona come Babbo Natale, non fa che aumentare l’autostima, e contribuisce alla costruzione dell’identità del Sé infantile.

Sono moti che spesso sfuggono all’osservazione esterna, ma sono decisivi e edificanti ai fini dell’educazione emotiva che ogni genitore promuove nella prima infanzia, ossia dell’educazione dei sentimenti, degli entusiasmi e della paure. Tutte queste cose il bambino se li organizza come può e soprattutto con gli strumenti che ha.

Attraverso Babbo Natale, ci si prende cura del cuore perché solo i suoi doni, saranno dono per l’anima”: l’empatia, che è quella capacità di leggere le emozioni degli altri e su cui fonda le sue radici l’altruismo che gli consentirà di conseguire quegli atteggiamenti morali per vivere bene con gli altri, e la “resilienza”, la forza d’animo che è la forza del sentimento che gli consentirà di scegliere ciò che è bene per sé e per la propria vita, ossia di prendere ogni decisione col cuore, l’organo attraverso cui si sente, prima ancora di sapere, che cosa è bene e che cosa è male.

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